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Ciclo Primavera 2016: Euro

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Nel lontano 1949 l’economista francese Jacques Rueff, già ministro delle finanze del suo paese, disse:
“L’ Europa si farà attraverso la moneta o non si farà mai”. Per decenni questo fu il segnavia per le élites europee. La via ci garantì una lunga fase di benessere e avvicinò paesi e popoli che prima si guardavano in cagnesco. Ma che dire oggi, nel settimo anno di crisi dell’ Eurozona, di quella tesi così perentoria?

La crisi attuale dove affonda le radici? All’inizio sembrò un semplice riflesso di quella americana. Poi, incominciò a sorgere il dubbio che invece fosse un frutto amaro della stessa moneta unica. Ma è proprio così? O i nostri problemi sono forse da addebitare ad una cattiva gestione comunitaria o al comportamento di qualche Paese?

Abbiamo anche potuto notare che la crisi è divisiva, che sembrano esserci vincitori e vinti. Non è forse una smentita clamorosa della profezia di Rueff?

E le prospettive? È in vista una riduzione della disoccupazione? Che effetti ha prodotto la politica dell’austerità? E la ferrea volontà dei paesi più forti di raggiungere e mantenere il pareggio di bilancio è un fatto positivo o negativo?

E come ne uscirà il nostro paese, dopo aver messo il vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione e dopo tanti sacrifici? La nostra manifattura si è contratta del 25% dal 2007. La disoccupazione tornerà a livelli accettabili, al livello che gli economisti chiamano “frizionale”? E i costi dell’euro? Prevalgono i costi o i benefici?

Per capirne di più e discuterne con i cittadini RISORSE ha organizzato a Treviglio il ciclo di conferenze “L’Euro: quale futuro?“ I relatori, economisti ed esperti di rango, affronteranno i temi per un pubblico di non addetti ai lavori, ma con serietà scientifica.

Chi siamo

L’associazione culturale “Risorse”, il cui sottotitolo è “per capire meglio l’economia”, intende rispondere a questa crescente aspettativa dei cittadini, che, di fronte a una crisi prolungata, avvertono la necessità di comprendere davvero. Non si tratta quindi di soddisfare soltanto un bisogno puramente culturale, bensì anche vitale.

 

Con le nostre iniziative offriremo un percorso culturale in materia socio economica, rivolto a cittadini non specialisti I tempi ci paiono maturi per rendere più accessibile e “democratico“ il sapere economico. Così potrà uscirne valorizzato anche il senso di “cittadinanza”.

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