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Autore: Paolo Leon

Fonte: SinistrainRete

L’economia come scienza compiuta, quando, pur differenziate, le ricerche riposavano su un apparente solido terreno comune, è stata travolta dalla crisi iniziata a settembre 2007. Al progredire della crisi e all’assistere al “doppio tuffo” – simile nell’andamento alla crisi del 1929: il “double dip” – molti hanno scoperto Keynes, ma non le politiche di Roosevelt, che ebbero un effetto lento ma sicuro sulla ripresa. Anzi, gli economisti “standard”, che definisco pseudo keynesiani, hanno creduto che il pensiero di Keynes fosse corretto nella crisi, ma sbagliato quando la crisi si fosse risolta, abbandonando una qualsiasi logica e affidandosi a un misto di realismo e fede.

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Autore: Nicolò Bellanca

Fonte: SinistrainRete

Un’analisi del declino economico italiano che, oltre ad essere scientificamente robusta, comporta preziose indicazioni di policy per una Sinistra rinnovata, prende le mosse dall’assunzione secondo cui, nel lungo periodo, corre una relazione costante tra il saggio di crescita dell’output e il saggio di crescita della produttività del lavoro. Questa relazione è biunivoca, nel senso che ogni suo termine, nel mentre influenza l’altro, ne è influenzato. Nel caso concreto dell’Italia, sembra rilevante interpretare la relazione dal lato della domanda aggregata: è la prolungata caduta, da almeno un ventennio, della domanda interna a spiegare, in misura sostanziale, il rallentamento della produttività.

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Autore: Riccardo Evangelista

Fonte: Economia&Politica

Mentre in Italia la discussione è ancora in divenire, dal gennaio 2017 la Finlandia ha iniziato la sperimentazione del reddito di cittadinanza, fissato per l’occasione a 560 euro mensili. Da un primo sguardo emergono modalità di attuazione piuttosto singolari, se non stravaganti: sono stati infatti sorteggiati 2000 cittadini tra i 25 e i 63 anni, che riceveranno l’assegno indipendentemente dal salario ma in alternativa al sussidio di disoccupazione. Lo scopo, a detta del governo presieduto dal centrista Juha Sipilä, è di valutare le conseguenze dell’erogazione monetaria, percepita dai riceventi come sicura, sulla propensione ad accettare un lavoro. I risultati saranno resi noti solo nel 2019, momento in cui verrà deciso se continuare, modificare o interrompere l’esperimento.

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Autore: Daniel Roland

Fonte: Il Post

Nelle ultime settimane, in vista delle prossime elezioni europee del 25 maggio, molti critici dell’euro e più in generale delle politiche economiche in Europa hanno sostenuto di nuovo la necessità per l’Italia di uscire dal cosiddetto “Fiscal Compact”, cioè il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance dell’Unione Europea firmato da 25 paesi il 2 marzo 2012. Il Fiscal Compact è stato un tema ricorrente del dibattito politico negli ultimi anni e probabilmente lo sarà ancora a lungo: formalmente si tratta di un accordo europeo che prevede una serie di norme comuni e vincoli di natura economica che hanno come obbiettivo il contenimento del debito pubblico nazionale di ciascun paese; sostanzialmente è diventato sinonimo dell’austerità.
 
A distanza di due anni, alcuni importanti esponenti dei partiti che nel 2012 ne approvarono l’entrata in vigore in Italia hanno detto che aderire al Fiscal Compact fu uno sbaglio, alimentando il dibattito. Stefano Fassina, ex viceministro all’Economia e responsabile economico del Partito Democratico nel momento in cui il PD votava sì al Fiscal Compact, ha detto che si trattò di «un errore»; l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta, sempre del PD, ha detto pochi giorni fa che «così com’è sarebbe terribile per l’Italia». Silvio Berlusconi, all’epoca leader del PdL, che voto sì al Fiscal Compact, recentemente ha detto che l’accordo «esprime in sé tutte le idee di una politica imposta all’Europa da una Germania egemone».

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Autore: Lorenzo Monfregola

Fonte: Il Tascabile

Cindy da Marzahn è una donna decisamente sovrappeso. Capelli scompigliati tinti di biondo, trucco pesante e tuta rosa shocking. Cindy ha un tipico nome da starlette americana, perché viene dalla periferia est di Berlino. Pare che da quelle parti vadano di moda i nomi americanizzati, ispirati dalla cultura di massa. Almeno, questo è quello che il tedesco medio pensa di un quartiere come Marzahn: troppa tv, palazzoni in cemento, pochi soldi, neonazisti e ragazze madri.
 
Per anni Cindy è comparsa in televisione e nei teatri di tutto il paese, raccogliendo milioni di estimatori e detrattori. Le sue battute sono sempre state quelle di una specie di “casalinga disperata” del white trash: sussidio, televisione, diete impossibili, fidanzati poco raffinati, ancora sussidio e ancora televisione.
 
Poi, nel giugno 2016, Ilka Bessin, l’attrice che Cindy l’ha inventata e portata in vita, ha annunciato di voler appendere la tuta rosa al chiodo. Bessin, la cui esistenza prima del grande successo non era stata molto diversa da quella del suo personaggio, ha abbandonato dicendo che la compenetrazione tra Ilka e Cindy era diventata insostenibile. “Un giorno, durante una serata”, ha raccontato Bessin in un’intervista, “ho detto che proprio noi tedeschi dell’est dovremmo sapere quanto sia importante accogliere i rifugiati. In sala ha applaudito una sola persona”...

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Chi siamo

L’associazione culturale “Risorse”, il cui sottotitolo è “per capire meglio l’economia”, intende rispondere a questa crescente aspettativa dei cittadini, che, di fronte a una crisi prolungata, avvertono la necessità di comprendere davvero. Non si tratta quindi di soddisfare soltanto un bisogno puramente culturale, bensì anche vitale.

 

Con le nostre iniziative offriremo un percorso culturale in materia socio economica, rivolto a cittadini non specialisti I tempi ci paiono maturi per rendere più accessibile e “democratico“ il sapere economico. Così potrà uscirne valorizzato anche il senso di “cittadinanza”.

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