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Autore: Alessandro Lanza e Antonio Navarra
Fonte: lavoce.info

 

I temi della decarbonizzazione sono sempre più legati a quelli dell’innovazione, sia nell’organizzazione che nei processi produttivi. La riduzione delle emissioni diventa un fattore di competitività e prodotti e processi che non vi contribuiscono o la rendono più difficile non avranno mercato.

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Bilancio dello stato, una riforma in sordina

Autore: Paolo Balduzzi
Fonte: lavoce.info

La disciplina del bilancio dello stato è nella legge costituzionale del 2012 e nelle norme successive. Con l’introduzione del concetto di “equilibrio di bilancio”. Provvedimenti recenti prevedono la fusione tra legge di stabilità e legge di bilancio.

Il “pareggio di bilancio” che non c’è
La più recente ondata di riforme che riguardano il bilancio origina nel nostro paese dall’approvazione della legge costituzionale n. 1/2012, che ha modificato, tra gli altri, l’articolo 81 della Costituzione. Viene introdotto quello che è diventato ormai noto come “principio del pareggio di bilancio”, anche se la parola “pareggio” non compare mai nel testo della legge costituzionale, sostituita dal termine “equilibrio” tra le spese e le entrate. L’equilibrio è stato successivamente specificato, con la legge di attuazione n. 243/2012, come previsto dall’ordinamento europeo.

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La costruzione dell’Unione bancaria mira a scindere l’abbraccio tra banche e debiti sovrani. Manca però l’Edis, il terzo pilastro necessario per raggiungere un’effettiva condivisione del rischio tra paesi dell’Eurozona.
Il vicolo cieco
Questi giorni di turbolenza sui mercati ricordano quanto rischioso sia avere un’Unione bancaria incompleta, dove i meccanismi di condivisione dei rischi (lo Schema europeo di assicurazione dei depositi – Edis) non sono ancora in atto.

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Introduzione

Da ormai oltre un trentennio, quanto meno dalla famigerata intervista su “La Repubblica” ad Enrico Berlinguer nel 1981 (tema all’ordine del giorno “la questione morale”), il debito pubblico italiano è elemento centrale del nostro dibattito politico. Ma se al tempo del Berlinguer “moralizzatore” e del pentapartito “spendaccione” (visione ovviamente partigiana e non rispondente pienamente al vero, come vedremo), i termini della questione si ponevano rispetto all’esigenza di una maggiore sobrietà dei costumi e di legalità degli atti/fatti dell’azione amministrativa, dall’inizio degli anni ’90, con l’introduzione dei parametri di Maastricht, il dibattito è gioco forza sceso dall’ambito teorico, per arrivare a porsi come “problema all’ordine del giorno”.
Diciamo che l’eccesso di debito pubblico ha condizionato, attraverso la teoria del “vincolo esterno”, molte (se non la maggior parte) delle nostre scelte di politica economica nazionale. E obiettivamente i parametri di contabilità nazionale hanno sempre fatto apparire il nostro paese come la “pecora nera” all’interno dell’Unione Europea, con un debito pubblico estremamente elevato (ben oltre il 100% del Pil dal 1992, con picchi odierni sino al 132%) nonché poco sostenibile (il disavanzo si è mantenuto oltre il 7% del Pil sino al 1997, per poi attestarsi, in media, nell’intorno del 3%).

Chi siamo

L’associazione culturale “Risorse”, il cui sottotitolo è “per capire meglio l’economia”, intende rispondere a questa crescente aspettativa dei cittadini, che, di fronte a una crisi prolungata, avvertono la necessità di comprendere davvero. Non si tratta quindi di soddisfare soltanto un bisogno puramente culturale, bensì anche vitale.

 

Con le nostre iniziative offriremo un percorso culturale in materia socio economica, rivolto a cittadini non specialisti I tempi ci paiono maturi per rendere più accessibile e “democratico“ il sapere economico. Così potrà uscirne valorizzato anche il senso di “cittadinanza”.

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