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di Sascha Keil 8 dicembre 2017
[ Traduzione di Beppe Vandai ]

La debolezza dell’economia italiana è un esempio paradigmatico di una politica macroeconomica e monetaria sbagliate. Una replica a Roland Pauli.
Roland Pauli ( https://makroskop.eu/2017/11/italien-sommer-sonne-chaos/ ) ha fornito recentemente una panoramica tetra dell’evoluzione dell’economia italiana.
Sulla sua analisi sono grosso modo d’accordo. Ritengo però che non sia sufficiente individuare nella dinamica della produttività la causa principale ed emblematica della situazione difficile in cui si trova l’Italia...

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Autore: Antonio Sgobba

Vent'anni fa, Richard Rorty aveva predetto il voto a "un uomo forte" e la condizione della sinistra di questo secolo.
 
“Qualcosa si spezzerà. Gli elettori meno benestanti decideranno che il sistema è fallito e prenderanno a guardarsi intorno alla ricerca di un uomo forte per il quale votare – qualcuno disposto ad assicurare loro che, una volta eletto, a guidare le danze non saranno più i burocrati compiaciuti, gli avvocati astuti, le associazioni di venditori superpagati e i professori postmoderni. A quel punto potrebbe aprirsi uno scenario come quello del romanzo di Sinclair Lewis Da noi non può succedere. Perché una volta che quest’uomo forte sarà salito al potere, nessuno può predire quello che accadrà.”

 

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Autore: Flavia Foradini

Fonte: Il Sole 24 Ore

Una delle sfide più grandi per l'umanità è la capacità di reperire risorse alimentari in maniera sostenibile per dieci miliardi di persone. «L’agricoltura è chiamata a fare la sua parte: ha bisogno di innovazione sia tecnica che economica, sia come produzione che come consumi», sostiene Bina Agarwal, docente di Economia dello sviluppo e dell’ambiente a Manchester

Per una popolazione che nel 2050 le stime internazionali prevedono sfiorerà i 10 miliardi di persone, in larga parte concentrate in grandi agglomerati urbani, una delle sfide maggiori sarà quella della capacità di reperire risorse sufficienti in termini di cibo. L’agricoltura giocherà dunque un ruolo primario. Ma con ambienti naturali sempre più funestati da inquinamento, surriscaldamento, siccità e cataclismi, l’impresa sarà sempre più ardua, tanto più che colture e allevamento sono già oggi responsabili per quasi un quarto delle emissioni totali di gas serra: assai più dei trasporti; più delle attività industriali, e quasi allo stesso livello della produzione di elettricità, riscaldamento e raffrescamento.

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Autore: Riccardo Saporiti

Muovono il 51% delle merci importate tra i Paesi dell’Unione europea ed il 45% di quelle esportate sempre all’interno dei confini comunitari. Sono le piccole e medie imprese, aziende con meno di 250 dipendenti. E a certificare il loro peso specifico sul mercato è Eurostat, che ha diffuso i dati nell’ambito della European SME week, settimana europea dedicata a queste realtà produttive..

 

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Autore: Emiliano Mandrone

I cittadini devono essere messi in grado di prendere decisioni economiche consapevoli. E servono tutele passive, con prodotti finanziari semplici e operatori di comprovata correttezza. Ma anche attive, che promuovano lo studio della cultura economica.
 
La funzione sociale dell’educazione economica
 
L’Ocse definisce l’educazione economica come “l’essere in grado di prendere consapevolmente le scelte economiche della propria vita”. Negli ultimi tempi, sono molte le iniziative di alfabetizzazione finanziaria promosse da istituzioni economiche e finanziarie, tuttavia sarebbe più rassicurante che la scuola, un ambiente più neutrale e aperto al confronto, fornisse l’abbecedario a tutti, sgombrando il campo da possibili conflitti d’interessi. L’educazione economica non va infatti confusa con un comportamento standard, inteso come un compendio per il bravo consumatore, anzi implica capacità critica, in tanti campi, non solo quelli finanziari.

Chi siamo

L’associazione culturale “Risorse”, il cui sottotitolo è “per capire meglio l’economia”, intende rispondere a questa crescente aspettativa dei cittadini, che, di fronte a una crisi prolungata, avvertono la necessità di comprendere davvero. Non si tratta quindi di soddisfare soltanto un bisogno puramente culturale, bensì anche vitale.

 

Con le nostre iniziative offriremo un percorso culturale in materia socio economica, rivolto a cittadini non specialisti I tempi ci paiono maturi per rendere più accessibile e “democratico“ il sapere economico. Così potrà uscirne valorizzato anche il senso di “cittadinanza”.

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